sex & the city | ricerca

SEX & THE CITY è una lettura di genere degli spazi urbani che persegue il superamento dei dualismi conflittuali tra maschile e femminile, produzione e riproduzione, spazio pubblico e spazio privato. Attraverso una serie di incontri e un progetto di ricerca, si cercherà di costruire un quadro capace di integrare la dimensione di genere nella riflessione sulla città, in modo da fornire […]

SEX & THE CITY è una lettura di genere degli spazi urbani che persegue il superamento dei dualismi conflittuali tra maschile e femminile, produzione e riproduzione, spazio pubblico e spazio privato.

Attraverso una serie di incontri e un progetto di ricerca, si cercherà di costruire un quadro capace di integrare la dimensione di genere nella riflessione sulla città, in modo da fornire uno strumento utile a formulare politiche che possano organizzare gli spazi puntando al benessere di tutti, cittadine e cittadini.

SEX & THE CITY è risultato vincitore alla call Urban Factor promossa dall’Urban Center del Comune di Milano in collaborazione con Triennale Milano.
Tutti gli eventi sono a cura di Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro, in collaborazione con la Casa delle Donne di Milano.

LA RICERCA

Sex & the City è una lettura di genere degli spazi urbani che persegue il superamento dei dualismi conflittuali tra maschile e femminile, produzione e riproduzione, spazio pubblico e spazio privato.

A partire dalla fine degli anni Sessanta, l’ibridazione dello spazio attraverso pratiche spaziali innovative informate dalla teoria femminista ha suggerito un uso sociale radicalmente nuovo dello spazio urbano. Di conseguenza, lo spazio stesso ha assunto nuovi valori e significati. Insieme a ciò, la ridefinizione della soggettività politica delle donne si è costituita, nella sua storia, in luoghi necessariamente separatisti situati al di fuori delle sfere culturali tradizionali e pubbliche, ancora organizzate dagli uomini nella società italiana. Ciò ha significato la creazione di spazi politici contro culturali e di opposizione, in contrasto con le relazioni di potere esistenti e a rappresentazione dei lati sotterranei e clandestini della vita sociale. Il lavoro femminista ha esaminato lo spazio urbano in termini di relazioni spaziali continuamente prodotte e contese all’interno delle città. Lo spazio urbano, inteso essenzialmente come prodotto sociale, riguarda una serie di relazioni che sono create da forze di produzione, pratiche sociali, tecnologie e prodotti della conoscenza diversi, come anche strutture e istituzioni sociali. Varie indagini non solo hanno dimostrato un uso differenziato dello spazio pubblico da parte di uomini e donne, ma confermano inoltre che queste ultime variano i loro percorsi quotidiani, i luoghi che attraversano e l’orario di molte delle loro attività, per paura e per percezione di insicurezza. Le loro percezioni, nel bene e nel male, sono legate alle esperienze quotidiane e alle interazioni sociali che si oppongono al valore di scambio normalmente riferito al contesto urbano, alla rigida funzionalità dei loro usi e alla materialità statica e immutabile delle rappresentazioni dominanti ed escludenti.

Una pianificazione urbana attenta anche a questi fattori e sensibile al carattere caotico, dinamico e complesso che racchiude la realtà urbana stessa, non può progettare città irrigidite da concezioni tecniche ideali, razionali e chiuse, ma deve necessariamente essere aperta alla collaborazione, alla negoziazione e partecipazione dei diversi attori che abitano spazi pubblici e privati. Ridisegnare le città in una prospettiva di genere significa «concepire lo spazio urbano in modo flessibile, con la capacità di rispondere ai bisogni, ai desideri e alle rappresentazioni socio-spaziali della diversità dei soggetti, incorporando i diversi modi di vivere e di rendere effettivo il diritto alla città» (Tello, 2009:288).

OBIETTIVO DI RICERCA

Intervistando studiosi, amministratori pubblici, collettivi più o meno formali e raccogliendo dati qualitativi e quantitativi sulle varie tematiche, il progetto di ricerca cercherà di rispondere ad alcune domande:

– ci sono differenze nel modo di vivere lo spazio pubblico, la città, a seconda del genere di appartenenza?

– la città è capace di accogliere le differenze individuali e di rispettarle? Di rispondere ai bisogni, ai desideri e alle rappresentazioni socio-spaziali della diversità dei soggetti e di incorporare i diversi modi di vivere?

– che ruolo hanno per la città e per i suoi cittadini gli spazi dedicati alle donne e alle individualità LGBTQIA?

– quali politiche possono essere messe in atto affinché la città sia un luogo in cui tutte e tutti possano sentirsi a proprio agio?

MODALITÀ DI RICERCA

La ricerca verrà condotta attraverso interviste che affronteranno insieme alle attrici e agli attori coinvolti (cittadine e cittadini, amministratori pubblici, studiose e studiosi) le tematiche di genere nella città di Milano: le abitudini quotidiane delle soggettività di genere, i diversi modi di usare la città, il ruolo di determinati luoghi, la situazione attuale in merito alle violenze di genere, nello spazio privato e in quello pubblico.

In particolare saranno coinvolte/i soggetti che gravitano intorno ad alcuni luoghi significativi nella città per questo tipo di tematiche (casa delle donne / libreria delle donne / libreria antigone / casa di accoglienza delle donne maltrattate / la bottega della luna / cantiere / rimake / macao etc.) a raccontare le proprie esperienze di radicamento nei quartieri; alcuni studiosi della materia – in parte coinvolti nel public program; amministratori pubblici locali e stranieri saranno interpellati al fine di comprendere quali politiche si possono immaginare, quali sono già attive altrove e con quali risultati.

Immagine ©Emanuela Salvatori